Perché uno spettacolo su Django Reinhardt
Jean Reinhardt (Liberchies, 23 gennaio 1910 Samois-sur-Seine, 16 maggio 1953) in arte Diango Reinhardt è stato un chitarrista jazz francese di etnia Sinti. Le sue composizioni e il suo originale modo di suonare, sono stati studiati da molti seguaci, creando, nel tempo, un nuovo stile di jazz a sé, il Gypsy Jazz. Dopo l’incendio della roulotte in cui viveva che gli provocò l’atrofizzazione delle dita, anulare e mignolo della mano sinistra, cicatrizzate insieme, Django sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria, riuscendo a vincere la menomazione. La fama dei suoi virtuosismi e del Quintetto dell’Hot Club de France che fondo negli anni Trenta assieme al violinista Italo-Francese Stéphane Grappelli, varcò ben presto i confini del vecchio continente: fu Duke Ellington a invitare Diango negli Stati Uniti d’America (primo jazzista europeo chiamato a suonare negli USA) per una tournée conclusa alla Carnegie Hall di New York nel 1946. Mito senza tempo, alla vita di Django si riferi Woody Allen con il film “Accordi disaccordi” nel 1999. L’anno dopo usci “Chocolat” del regista Lasse Hallstrom con Johnny Dee attore protagonista: “Minor Swing” uno dei brani simbolo di Django, era il tema della colonna sonora candidata all’Oscar nel 2001.